CHECK IN ARCHITECTURE IN MOSTRA
AL XXIII CONGRESSO MONDIALE DI ARCHITETTURA
Torino, Oval 30 giugno – 3 luglio 2008
Direzione Artistica: Mario Flavio Benini (Metaflow)
Comitato scientifico: Luca Martinazzoli, Luca Molinari e Andrea Lissoni
Check-in Architecture è una ricerca partecipativa sulle città e sull’architettura che usa tutte le potenzialità dei media contemporanei. Il progetto curato da Metaflow (direttore artistico Mario Flavio Benini, comitato scientifico Andrea Lissoni, Luca Martinazzoli, Luca Molinari) coinvolge 600 studenti di 19 città europee, oltre che la scena creativa tutta. L'obiettivo del progetto è indagare, attraverso la realizzazione e la diffusione di 300 video-documentari-reportage (“missioni”), come l'architettura incida sulla creazione di immaginari e sulla trasformazione del tessuto urbano sotto ogni punto di vista: estetico e artistico, ma anche sociale, culturale, valoriale, sociologico ed economico.
Check-in Architecture viaggia, naviga on line, si confronta su un blog, scrive un free press, è on air sugli Urban Screen europei e ora va in mostra a Torino al Congresso Mondiale di Architettura dando poi appuntamento a fine settembre e a Venezia alla Biennale.
Check-In Architecture presenta a Torino nell’ambito del XXIII Congresso Mondiale di Architettura la mostra check-in architecture showcase che vede protagonisti tre autori di punta nel panorama europeo dell’audiovisivo sperimentale e del live media: il film-maker Carlos Casas, il team audiovisivo Invernomuto e l’artista video Claudio Sinatti si sono immersi nell’ormai imponente mole di materiale audiovisivo prodotto nelle missioni Check-in Architecture interpretandolo e rielaborandolo.
I primi attraverso due opere video che Check-in Architecture presenta sugli schermi dell’Oval a ciclo continuo, Sinatti con quattro MAPPE di interpretazioni visive in forma di atlanti di Check-in Architecture che verranno stampate in tiratura limitata e distribuite durante il Congresso. L’esposizione è completata da due aree nelle quali verranno mostrate a ciclo continuo le immagini riprese nel corso delle missioni e dove sarà possibile, interattivamente, accedere ai siti internet del progetto.
· L’opera di Casas è incentrata su Barcellona, la città che rappresenta lo stereotipo per assoluto della trasformazione urbana degli ultimi venti anni, penetrando e interagendo a pieno con l’immaginario cultural-generazionale giovanile.
Il video di Invernomuto è invece una lunga suite di sequenze tratte dai materiali rimasti “esclusi” dai montaggi delle missioni.
· L’opera di Claudio Sinatti è infine una MAPPA che racconta e rappresenta in formato cartaceo l’intera mole di dati (voli, luoghi toccati dalle missioni, passaggi su Youtube,…) di Check-in Architecture.
La mostra è completata da altri due schermi di Check-in Architecture che diffondono dati di sintesi del percorso di ricerca sugli spazi urbani realizzato in collaborazione con il Congresso, alternati a immagini riprese nel corso delle missioni.
INFO
www.checkinarchitecture.com
www.minispace.com
www.youtube.com/checkinarchitecture
www.checkinarchitecture.blogspot.com/
www.picasaweb.google.com/checkinarchitecture
Missioni in diretta: Google Map
Sede Check-in Architecture: Milano, Via Oslavia 27
Check-in Architecture si avvale di importanti partner istituzionali come La Biennale di Venezia, UIA-International Union Of Architects, Torino World Design Capital 2008, XXIII Congresso Mondiale di Architettura, Comune di Milano.
Check-in Architecture è promosso da MINI.
Partner Google, Tratto.
Technical partner: TUIfly, Jet2.com, Zurich, Bose e Moleskine® Art Book e Gruppo Centroedile.
Per informazioni:
Ufficio Stampa Check-in Architecture
Agenzia OTTO: Ripa di Porta Ticinese, 7 - 20143 Milano
s.resnati@ottoidee.it; m.camparada@ottoidee.it; e.zilli@ottoidee.it;
Tel: +39.02.89410320 Fax: +39.02.89418454
Intervento di ANDREA LISSONI, curatore di CHECK-IN ARCHITECTURE SHOWCASE
La scelta di Casas, Invernomuto e Sinatti è in effetti profondamente connessa a Check-in Architecture stesso. Ciascuno di loro, nella propria ricerca lungo gli ultimi anni, ha dimostrato un interesse speciale, quasi un’ossessione, verso la rappresentazione dello spazio urbano ed extraurbano.
Carlos Casas, più concentrato sulle dinamiche del vivere e abitare in luoghi e condizioni estreme (laddove l’uomo e i suoi strumenti raramente arrivano), lavorando sulle riprese sia video sia audio, si contraddistingue per un originale approccio al paesaggio sonoro. Il suo processo di field recording, infatti, è basato sulla rielaborazione di radiofrequenze catturate nei luoghi in cui gira, ulteriormente manipolate e variamente rimodulate nella presentazione dal vivo. Per il congresso di Torino, Casas presenterà un video a due schermi a partire da Montjuich, l’unico brano di città ancora non raggiunto dal turismo (almeno fino a sabato 7 giugno 2008, data della prima visita turistica al cimitero omonimo), individuato come luogo carico di significati simbolici e metaforici a Barcellona. Barcellona è in un certo senso la città “stereotipo” per eccellenza delle trasformazioni urbane anche cultural-generazionali degli ultimi venti anni, particolarmente toccata da un immaginario mediatico ed emblematica per “raggiungibilità” (via treno, via voli low cost, via mare e via auto naturalmente). Il video di Casas incrocia e sovrappone le suggestioni di Louis Kahn, il cimitero, il circuito di formula uno abbandonato e la fortezza, luogo di difesa di Barcellona, simbolo anarchico e testa di ponte da cui è stata bombardata sotto il franchismo.
Invernomuto, collettivo artistico interessato alla rappresentazione dello spazio urbano e suburbano, all’interazione con artisti e musicisti sulla base di affinità elettive, alla profondità dei livelli sonori e visuali del paesaggio, ha invece realizzato una lunga suite video, selezionando e reinquadrando sequenze da tutti i materiali girati e rimasti “esclusi” dai montaggi delle missioni realizzate da studenti e autori del progetto Check-in e visibili su Youtube. Sorta di lenta e progressiva planata nella zona dell’indistinto, dell’apparentemente non necessario o funzionale, ma proprio per questo dell’ineludibile, il video di Invernomuto è uno spaccato di tutto ciò che in modo periferico la nostra coda dell’occhio registra, producendo una percezione dello spazio urbano fuori tempo e solo apparentemente effimera. Ne nasce un’opera in cui emerge una rappresentazione dell’indistinto europeo, delle piccole performance degli spazi e di suoni sovrapposti, come ad assecondare, accompagnare ed evidenziare il lento ed inesorabile processo di formazione dell’immaginario del presente.
Il videomaker e vj Claudio Sinatti infine, figura autorevole e pionieristica in Italia, con un background legato alla sperimentazione bidimensionale, alla frequentazione di nicchie sottoculturali e ad una sapiente oscillazione sui margini fra l’indipendenza creativa e le zone sensibili nell’industrie dei media, entra nel progetto espositivo con un passo diverso. Coinvolto nella tappa di Torino nella realizzazione di una mappa che racconti e rappresenti in formato cartaceo l’intera mole di dati (voli, luoghi toccati dalle missioni, passaggi su Youtube…) di Check-in Architecture, Sinatti affronta la commissione come un primo studio/work in progress per la successiva tappa espositiva di Venezia. Per la mostra nell’ambito della Biennale di architettura, infatti, Claudio Sinatti sta progettando un complesso dispositivo audiovisivo che ripresenti in un solo colpo d’occhio l’interezza dei contributi audio-video frutto delle missioni e pubblicati su Youtube.